La Storia
Nel 2026 si svolgerà la XXII Edizione del Trofeo Italiano Amatori, un trofeo tutto italiano nato da un’idea di Daniele Alessandrini, motociclista, organizzatore di prove libere e gite domenicali sprint.
Nei primi anni 2000, dopo aver smesso di andare a correre sui passi di montagna, ritenuti troppo pericolosi, ha deciso di organizzare con gli amici motociclisti che correvano con lui delle vere giornate in pista, per abbracciare l’amore per la velocità e la competizione.
Quello che nei primi tempi erano solo giornate di prove libere, a grande richiesta diventò la Prima Edizione del Trofeo Italiano Amatori, una competizione in cui accogliere tutti quei giovani che non volevano correre per strada, per la pericolosità, e che fino a quel momento facevano solo prove libere.
L’intuizione di far correre i piloti con altri piloti di pari livello selezionati in base ai tempi su pista, fu la chiave di Volta per la creazione del motociclismo amatoriale ed il Trofeo Italiano Amatori diventò subito la casa di tanti giovani appassionati ma anche di tutti coloro i quali, pur non più giovani, non avevano mai potuto realizzare il proprio sogno di inseguire un trofeo vero con piloti amatoriali del loro stesso livello
Quella Prima Edizione del 2005 fu siglata sin da subito da un grande successo, con due griglie sempre piene di cui una dedicata alla Classe 600 e una alla Classe 1000.
In quegli anni non esistevano trofei che fossero solamente amatoriali: i piloti tentavano le iscrizioni alle gare e, se non rientravano nel 107% non gareggiavano, e se rientravano nel 107% magari non gareggiavano lo stesso perché gli organizzatori dell’epoca prendevano più posti di quelli che erano disponibili in griglia e pertanto riempimento dei posti in griglia, si vedevano negato questo momento di sport e passione, costretti a tornare a casa senza potersi accomodare dietro la riga bianca e sotto ai semafori per la desiderata partenza della gara!
Una cosa molto frustrante per i piloti che spesso, dopo aver provato una o due volte, smettevano di correre per sempre.
L’idea di Daniele Alessandrini cambiò tutto. Con la prima edizione creò un trofeo diverso, più aperto alla passione e alle moto, abbracciò tutti quei piloti che non avevano mai gareggiato o avuto la licenza. La Seconda Edizione vide un passaggio di crescita e apertura ancora più epocale: l’abolizione del “107%” e la possibilità per tutti i piloti di iscriversi fino al raggiungimento del massimo che poteva permettere la griglia di partenza. In questo modo, anche l’ultimo classificato a ciascuna sessione di qualifica poteva gareggiare e godersi il brivido di curve, stacchi e adrenalina. La suddivisione poi in categorie legate ai tempi sul giro ha permesso ai piloti di godersi il brivido della vittoria a qualunque età ed a qualsiasi livello.
Da quegli anni rivoluzionari ad oggi il Trofeo Italiano Amatori ha avuto l’onore e il merito di portare in pista oltre 2800 amatori appassionati, aprendo le porte anche ad altri trofei.
